wunderkammern: crossing the line; robert proch

Pare che non sia più tempo di “ismi”.
Da quando l’avanguardia è diventato un concetto antico, si è persa tutta una serie di terminologie ed anche un po’ la tendenza ad etichettare arte ed artisti, che spesso finivano per essere spinti a tutta forza all’interno di movimenti e manifesti dai quali, a volte, risultavano “fisicamente” estranei.
Non che questo sia negativo, per carità, anzi… è solo un fatto oggettivo.
Poi vai alla Wunderkammern, vedi esposte le opere di Robert Proch, trentenne polacco emerso più che emergente, vista l’esperienza già molto importante in ambito urbano, e… ti sembra di trovarli tutti gli “ismi”, senza per questo decadere in una fredda rievocazione dei fasti (che riproposti oggi risulterebbero ne-fasti) della prima metà del secolo scorso.
Le sue immagini frammentate e geometriche, basate sul dinamismo creato fondamentalmente da piani che intersecano altri piani, appaiono come una fusione di cubismo, costruttivismo, futurismo, espressionismo e se ve ne viene in mente qualche altro probabilmente c’è pure quello.
Un lavoro a cavallo tra astrazione e figurazione che mostra, attraverso le linee e i colori, un fitto mondo di personaggi e situazioni, piccoli frammenti privati di quotidianità, semplici nella narrazione quanto complessi nella costruzione tecnica.

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Il primo impatto è forzosamente veicolato dall’indiscutibile abilità dell’artista, ma basta un secondo e appena più approfondito sguardo per rendersi conto che non ci si trova di fronte ad uno sterile accademismo, quanto ad un’arte che lega l’essenza alla conoscenza.
Viene chiesto all’osservatore di attraversare una linea, quella che demarca il confine tra mondi diversi o forse, semplicemente, tra la nostra routine e l’imprevedibilità di una vita libera e forse utopica, ma necessaria in quanto anelito e spinta.
Così quei personaggi in bilico tra sogno e realtà, sospesi  in un limbo senza spazio e senza tempo, siamo forse noi, fermi e incapaci di scegliere il nostro destino in un mondo che viaggia sui binari della ripetitività, della spersonalizzazione e della fredda globalizzazione.
Crossing the line.
Attraversiamo questa linea.
Questo è l’appello e il messaggio di Robert Proch.

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Prosegue il percorso della galleria Wunderkammern, al ritmo di inaugurazioni affollate e mostre di sicuro successo.

Wunderkammern
via Gabrio Serbelloni, 124 – Roma
Crossing the Line
Robert Proch
a cura di: Giuseppe Ottavianelli
fino al 11 giugno 2016

Co.Ma

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