la galleria nazionale: conversation piece + corpo a corpo

Due mostre estive, fresche come un ghiacciolo alla menta, da visitare alla Galleria Nazionale di via delle Belle Arti, a cornice del nuovo allestimento Time is Out of Joint, del quale abbiamo già parlato qui su Artequando e che ormai non è più tanto nuovo.
Nel Salone Centrale, fino al 17 settembre, l’istituzione romana ospita una selezione dalla Collezione “La Caixa“, in pratica un tesoretto privato della cassa di risparmio di Barcellona, che conta quasi mille opere (se ne trovano qui una quindicina).
Questa fondazione bancaria ha messo su dal 1985 ad oggi una vera e propria enciclopedia visiva dell’arte degli ultimi quarant’anni, una collezione molto prestigiosa e significativa.
Il titolo, Conversation Piece, viene ripreso dall’omonima opera di Juan Muñoz, fotografatissima, ed esalta il senso di un dialogo serrato, sia tra i lavori esposti, quasi tutti in clima di minimalismo e ricerca geometrica, sia con la collezione permanente del museo e con l’architettura neoclassica della sala che li ospita.
Ecco gli artisti in mostra, nell’allestimento curato da Nimfa Bisbe: Fernanda Fragateiro, Donald Judd, Agnes Martin, Juan Muñoz, Joan Hernández Pijuan, Doris Salcedo, Julião Sarmento, Thomas Schütte, Richard Serra, Jana Sterbak, Antoni Tàpies, Ignacio Uriarte, Rachel Whiteread.

Juan Munoz: Conversation Piece (Hirshhorn)
Agnes Martin: Untitled no. 7
Richard Serra: Crosby
Donald Judd: Untitled
Joan Hernandez Pijuan: Solcs amb llum d’argent
Rachel Whiteread: Untitled (Resine Corridor)

Molto interessante poi la mostra Corpo a Corpo | Body to Body, curata da Paola Ugolini ed ospitata nella Sala Aldovrandi, una delle due gallerie rialzate del museo.
A parete alcune splendide testimonianze di quella straordinaria esperienza che è stata (ed è ancora oggi) l’arte in cui è il corpo ad essere il mezzo espressivo principale e determinante.
Come si sa è la fotografia, molto spesso, il tramite attraverso il quale entrare in questo mondo scarsamente oggettuale che è l’arte performativa, pensiamo ad esempio al fatto che molto banalmente quarant’anni fa non c’erano le possibilità immediate di ripresa e condivisione che ci sono oggi.
Per assistere ad una performance semplicemente bisognava esserci, proprio lì ed allora.
La fotografia colma il distacco tra l’azione e l’oggetto, non solo in quanto testimonianza storica del passato, ma anche, in alcuni casi, come mezzo scelto dall’artista per declinare la propria creatività.
Un piccolo ma intenso percorso che scorre bene e soddisfa, con alcuni accenti particolarmente gustosi e la possibilità di scoprire o riscoprire alcuni nomi un po’ nascosti o parzialmente dimenticati.
Questi gli artisti in mostra, fino al 24 settembre: Claudio Abate, Marina Abramović e Ulay, Renate Bertlmann, Tomaso Binga, Claire Fontaine, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Goldschmied & Chiari, Sanja Iveković, Ketty La Rocca, Valentina Miorandi, Gina Pane, Suzanne Santoro, Alice Schivardi, Francesca Woodman.

Marina Abramovic e Ulay: Relation in Space
Gina Pane: Azione sentimentale
Ketty La Rocca: Le mie parole e tu?
Sanja Ivekovic: Inaugurazione alla Galleria Tommaseo
Renate Bertlmann: Verwandlungen
Tomaso Binga: Alfabetiere

Segnaliamo anche Uncinematic, la bella mostra personale dedicata a George Drivas, artista che rappresenta la Grecia nella Biennale di Venezia in corso.
In questo caso prendetevi un po’ di tempo per visitarla, trattandosi di video.

Immagine di copertina: Thomas Schutte: For the Birds (da Conversation Piece) + Goldschmied & Chiari: Dispositivi di rimozione (da Corpo a Corpo | Body to Body)

La Galleria Nazionale
via delle Belle Arti, 131 – Roma
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Conversation Piece
a cura di Nimfa Bisbe
fino al 17 settembre
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Corpo a Corpo | Body to Body
a cura di Paola Ugolini
fino al 24 settembre

Co.Ma

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