la bellezza di frugare negli angoli: ketty la rocca. nuovi studi

In tempi nei quali ai primi posti delle vendite di libri risultano molto spesso personaggi come comici, sportivi o presunti intrattenitori televisivi, esiste un’editoria di avanguardia, coraggiosa e testarda, che nel mare magnum delle pubblicazioni di settore tenta ancora di proporre contenuti, analisi e punti di vista dettagliati su quel mistero chiamato arte contemporanea.
Postmedia books, che dal 2002 si occupa di arte, design, architettura e cultura visiva in generale, appartiene proprio a questa falange, armata sì, ma “solo” di pensiero critico.
Il libro che vi presentiamo oggi è di quelli che, molto spesso, in libreria nemmeno trovate, oppure scorgete negli scaffali più in basso, gli angoli da frugare ai quali si riferisce il titolo di questo articolo, nascosto tra un dozzinale manualetto sulla pop art e un volumetto fotografico sulle bellezze di Roma antica.
Si tratta di una monografia a più voci, dedicata ad una delle protagoniste della neoavanguardia italiana, un personaggio da scoprire e da ri-scoprire alla luce soprattutto dei riferimenti al suo lavoro che si colgono nell’arte attuale.
Ketty La Rocca (La Spezia, 1938 – Firenze, 1976), esperienze che spaziano dalla sperimentazione sul linguaggio e la parola con il Gruppo 70, alla fotografia, al video e alla performance, in un continuo tumulto di creatività e impegno concettuale e politico, quest’ultimo in particolare dovuto al suo legame col movimento femminista, non è un personaggio da relegare in una breve citazione sul volume L-M di una pomposa enciclopedia dell’arte contemporanea, ma un’artista da studiare e comprendere oggi, rimpiangendone la precoce scomparsa, alla soglia dei 40 anni.
Le sue opere si trovano al MART di Rovereto, al MAXXI di Roma, ma anche al MOCA di Los Angeles.
I diversi saggi contenuti in questo libro ne tracciano la personalità e la poetica, affondando le radici dell’analisi sui vari aspetti del suo lavoro, sui suoi riferimenti ed interessi, con testi di Silvia Bordini, Ada De Pirro, Elena Di Raddo, Francesca Gallo, Raffaella Perna e Lucilla Saccà.
I contributi fotografici, molto dettagliati, accompagnano e guidano la  lettura, particolare che sembra banale ma lo è solo apparentemente, visto che in questo genere di pubblicazioni molto spesso le immagini sono assenti o totalmente sconnesse con i testi.
Particolarmente interessante la conclusione, con la trascrizione di alcuni scritti originali di Ketty La Rocca, lettere, note ed interviste, un contributo prezioso e “personale” che arricchisce e in qualche modo connette tra di loro i saggi precedenti.

Un libro da andare a scovare insomma, in libreria oppure online.
Una casa editrice da seguire.

Buona lettura.

Ketty La Rocca. Nuovi Studi
a cura di F. Gallo e R. Perna
postmedia books, 2015

Co.Ma

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