galleria varsi: electric breeze; nosego

La Galleria Varsi ci porta stavolta sulle strade di Philadelphia, per la prima mostra personale in Italia di Nosego.
Veramente tantissimi gli stimoli visivi offerti da questo trentenne americano, che declina il suo stile tra iperrealismo, fumetto, graffiti ed un uso del colore molto aggressivo e potente.
Sulle pareti si snocciola un mondo visionario ed onirico, frutto di ricordi d’infanzia e di connessioni con l’inconscio fervido e brillante dell’artista, una natura viva, presente non sullo sfondo, ma come parte costitutiva dei personaggi in primo piano.
Gli animali protagonisti dei dipinti sono essi stessi la natura della quale fanno parte, in un respiro profondo di libertà e di fantasia creativa.

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Pensando che Nosego ha dipinto sui muri della sua Philadelphia, ma anche su quelli di grandi città americane come San Francisco, Seattle, Portland o in America Latina e in Europa, a Berlino, nasce spontanea una riflessione sulla portata concettuale di simili opere, innestate all’interno di immense metropoli, a creare squarci di illusoria natura e quindi messaggere di significati non solo grafici e descrittivi, ma  pure ecologici, in un contesto storico globale di politiche ambientali non particolarmente intelligenti.
Un eterno bambino, Nosego, che apre al mondo la sua scatola dei giocattoli per mostrarci, con innocenza e purezza, un creato armonioso e ordinato, dove regna la pace interiore e il rispetto per le regole del cosmo.
Una brezza elettrica che rivela la possibilità di un’utopia, la convivenza pacifica tra esigenze di contemporaneità e deferenza verso una natura arcaica ed intoccabile.

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Una mostra da visitare con l’apertura mentale di chi sa che la conoscenza deriva fondamentalmente dall’umiltà e dalla curiosità, con la certezza che nella locuzione “regressione all’infanzia”, l’errore stia nella parola “regressione”, poiché l’infanzia è piuttosto “evoluzione” e “progresso”, mentre molto spesso a rappresentare una fatiscente involuzione è, guarda caso, proprio l’avanzamento della cosiddetta civiltà industrializzata.
In questi strani tempi ad essere inquinate non solo solo le nostre città, ma le nostre radici, le motivazioni stesse dell’essere quello che siamo oggi, il nostro mondo infantile, il bambino che è in noi.
Nosego ci invita ad osservare il raggio di luce che illumina questo aspetto dimenticato della nostra storia, mentre ci mostra il lato più innocente della sua.

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Un’ultima riflessione la dedichiamo alla Galleria Varsi, uno spazio che dà la sensazione di essere sempre in linea con la costruzione di molteplici percorsi, che si snodano in successione seguendo la concettualità presente in ogni mostra.
In questo caso sembra di percepire nitidamente un filo sottile che lega tutte le più recenti esposizioni a questa ultima, un sentiero che parte dai mondi architettonici di M-City ed Etnik e passa attraverso l’ancestralità presente nelle figure di Run e la purezza e l’innocenza dei personaggi degli Etam Cru ed Herakut, per poi gattonare sull’innocenza e la dolcezza infantile del mondo animale di Dulk e, adesso, di Nosego.
Questa è una programmazione coerente che rivela una seria progettualità, caratteristica fondamentale dell’essenza di qualunque spazio che ambisca a definirsi una galleria d’arte.
Contemporanea.

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Galleria Varsi
via San Salvatore in Campo, 52 – Roma
Electric Breeze
Nosego
27 novembre 2015 – 10 gennaio 2016

Co.Ma

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