galleria faber: alessandro kokocinski

Arriva poi il momento in cui capisci finalmente che la parola “Maestro”, usata ed abusata al giorno d’oggi al di là del lecito, può trovare una sua collocazione e un suo destino, incarnandosi in adozione nel percorso virtuoso di qualcuno che ha dedicato la sua vita alla ricerca di un linguaggio, alla costruzione di un mondo, alla carnalità e al sogno di una creatività selvaggia e rigorosa, al colore, al tratto, alla materia, all’utopia realizzabile dell’unione sacrale tra classicismo e contemporaneità.
Tutto questo, semplicemente, con successo.
Alessandro Kokocinski, classe 1948, è dunque un Maestro.
Mentre ancora si percepiscono gli echi dell’enorme successo della maxi mostra a lui dedicata dalla Fondazione Roma Museo a Palazzo Cipolla, una piccola, intima e suggestiva personale, curata con amore e dedizione da Tomoko Asada e Cristian Porretta, è oggi (e fino al 13 dicembre) visitabile alla Galleria Faber di Roma.
Tele, carte, piccole sculture, un percorso minimo all’interno della poetica più recente di Kokocinski, tra maschere, acrobati, satiri e danzatrici, in un vortice di passione e morte, gioia e dolore.
Il circo si declina così nei suoi interpreti, nei suoi personaggi, come metafora di vita vissuta nel contrasto quotidiano tra inferno e paradiso, laddove il dialogo e il confronto tra alterità costruisce ed esalta ogni individualità.
Artista dalla biografia già consegnata alla storia dell’arte, galleria sempre attiva e coerente nelle scelte e nelle esposizioni, mostra di indubbio valore estetico e concettuale.
Artequando consiglia.
Vivamente.
E ringrazia Tomoko Asada per la gentile concessione delle immagini.

Galleria Faber
via dei Banchi Vecchi, 31 – Roma
Alessandro Kokocinski
a cura di: Tomoko Asada e Cristian Porretta
fino al 13 dicembre

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Co.Ma

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