ex dogana: roma arte aperta, il paradiso inclinato

Che l’ex Dogana di San Lorenzo sia un posto trendy a tratti trenduno è ormai risaputo.
Che sia un ambiente industriale di questi un po’ fatiscenti, recuperato alla vita e per la vita (soprattutto notturna) degli abitanti della capitale, anche questo è un dato di fatto.
Che ci si esponga dentro arte, pure.
Che tutto questo, infine, sia di fatto un bene, anche.
Quindi queste cose non le diremo.
Parliamo specificatamente della mostra che proprio ieri ha inaugurato in questi spazi surreali e suggestivi.
Si tratta di un progetto molto ambizioso, che mette insieme in un unico contesto artisti storicizzati di ambiente romano e una generazioni di giovani virgulti provenienti dai più svariati ambiti creativi, dalle accademie alla street art.

Gino De Dominicis: Manifesto Mortuario, 1969
Gino De Dominicis: Manifesto Mortuario, 1969
Jannis Kounellis: Manifesto per la mostra alla galleria l'Attico, 1969
Jannis Kounellis: Manifesto per la mostra alla galleria l’Attico, 1969
Tano Festa: Persiana, 1985
Tano Festa: Persiana, 1985
SBAGLIATO: Window, 2015
SBAGLIATO: Window, 2015
Alighiero Boetti: Bisogna essere leggeri, 1988
Alighiero Boetti: Bisogna essere leggeri, 1988

L’idea è senz’altro buona ed anche il percorso espositivo, con una sequenza concettuale tutto sommato facile da seguire e molto interessante per gli accostamenti tra opere ed artisti, in un dialogo a volte riuscito altre un po’ meno ma fa parte del gioco in una mostra del genere, coraggiosa e “rumorosa”.
Uno sguardo al futuro, con un occhio al passato recente: tutto giusto.
Il problema, semmai, è che manca una cosa per noi fodamentale nella sua banalità: le benedette targhette.
Quelle col nome dell’artista, il titolo e l’anno di realizzazione dell’opera.
Ma come?
Una mostra organizzata in un posto del genere, che per sua natura attira un numero di persone elevato e, soprattutto, eterogeneo per cultura e conoscenza specifica dell’arte contemporanea… senza le targhette?
Sì, c’è un bel foglio A4 con tanto di mappa da una parte e nomi e titoli dall’altra, che però ottiene l’effetto di un evidente e conseguente spaesamento alla ricerca dell’opera perduta.

Leonardo Petrucci: Apophisis, 2016
Leonardo Petrucci: Apophisis, 2016
Luigi Ontani: Sboccato o Sbocciato, 1993/1995
Luigi Ontani: Sboccato o Sbocciato, 1993/1995
Mario Schifano: Paesaggio, 1970
Mario Schifano: Paesaggio, 1970
Arcangelo Sassolino: Senza titolo, 2008
Arcangelo Sassolino: Senza titolo, 2008
Gonzalo Borondo: Ubiquitas, 2016
Gonzalo Borondo: Ubiquitas, 2016

Peccato, perché queste sono occasioni ghiottissime per avvicinare realmente all’arte le persone normalmente lontane da questo tipo di realtà e se non gli faciliti la strada poi diventa sempre più difficile spiegar loro che questo non è un mondo chiuso, snob ed elitario.
Non parliamo di didascalie e spiegazioni verbose, per carità… ma almeno una semplice targhetta, una scritta su un muro, un segnale di fumo…
A parte questo aspetto, in ogni caso, è una mostra da vedere, senza alcun dubbio, con molti punti di forza ed alcuni splendidi lavori, tra i quali ci permettiamo di citare l’installazione del grande Borondo, le due geniali finzioni del collettivo SBAGLIATO e l’opera site specific di Edoardo Tresoldi a fine percorso.
Gli orari di apertura sono quelli da frequentazione by night, dalle 19 a mezzanotte, perfetti per non avere scuse di alcun tipo, a testimoniare ancora un volta la vocazione “trasversale” di questo posto.
Altre immagini low-fi, come sempre sono disponibili sul nostro profilo Instagram, in costante aggiornamento.

Carlo Gasparini e Daniele "Deca" De Carolis: Con_Fine, 2016
Carlo Gasparini e Daniele “Deca” De Carolis: Con_Fine, 2016
Andreco: New Natural Symbolism, 2013
Andreco: New Natural Symbolism, 2013
Alberonero: Variante ottanta toni, 2016
Alberonero: Variante ottanta toni, 2016
Marianna Ferratto: Saldami Proteggimi, 2006
Marianna Ferratto: Saldami Proteggimi, 2006
Edoardo Tresoldi: Senza titolo, 2016
Edoardo Tresoldi: Senza titolo, 2016


Ex Dogana
via dello scalo San Lorenzo, 10 Roma
Roma Arte Aperta
Il Paradiso Inclinato
a cura di Luca Tomio
fino al 15 maggio

Co.Ma

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