è già tempo di biennale

Ogni due anni l’appuntamento imprescindibile.
Eccolo finalmente: per i V.I.P. vernice il 6, 7 e 8 maggio 2015, per i V.O.P. come noi, che andremo senza ombra di dubbio, dal 9 maggio al 22 novembre.

All the World’s Futures: la Biennale di Venezia 56. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Okwui Enwezor.

Okwui Enwezor
Okwui Enwezor

La Biennale è una Mostra d’Arte, non una mostra mercato.
Non basta un neutrale aggiornamento dell’elenco degli artisti più o meno giovani e noti, la Biennale è qualcosa di più, è la “Macchina del desiderio” di ogni artista, di ogni appassionato e di ogni addetto ai lavori.
Desiderare l’arte è riconoscerne la necessità primaria e primordiale, l’impulso dell’uomo a dare forma sensibile alle utopie, alle ossessioni, alle ansie, ai desideri, al mondo ultra sensibile.

E’ già stato detto molto su questa edizione e molto altro se ne dirà, ma la Biennale va scoperta, passeggiando tra i padiglioni al Giardino e all’Arsenale e tra le strette e incredibili vie della romantica Venezia, che anche per quest’anno vestirà ad arte i suoi magnifici palazzi per farci respirare ad ogni nostro passo il profumo dell’arte contemporanea: una mostra globale, con 136 artisti, 89 dei quali presenti a Venezia per la prima volta, provenienti da 53 paesi diversi.
Ben 159 saranno i nuovi lavori proposti.

logo della 56. Esposizione Internazionale d’Arte 2015
logo della 56. Esposizione Internazionale d’Arte 2015

Da segnalare nel padiglione centrale ai Giardini il progetto Arena, spazio dedicato a una continua programmazione interdisciplinare dal vivo.
Il cardine di questo programma sarà la lettura dei tre volumi de Il Capitale di Karl Marx e la proiezione, ogni venerdì, di un film prodotto quella stessa settimana dal collettivo palestinese anonimo Abounaddara .

I Giardini diventeranno il  “parco della forma”: molte opere, anche inedite, saranno allestite in esterno mentre i muri del Padiglione centrale saranno medium per le parole di Oscar Murillo e all’interno, la cupola sarà  legata a un progetto di Fabio Mauri.
All’Arsenale, le parole torneranno protagoniste con i neon di Bruce Nauman e il nuovo brano cantato a dodici voci di Allora & Calzadilla, eseguito più volte nell’arco della settimana.

La Biennale di Enwezor sarà un tentativo di narrare le cose con strumenti diversi, per rientrare in rapporto con gli aspetti più elementari.
Per questo, il direttore è convinto che gli eventi, anche politicamente impegnati, ospitati dall’Arena potranno trasformare lo spazio del Padiglione centrale in un “luogo di collaborazione, non di reazioni violente, ma di comunione, quasi come il sistema nervoso centrale della mostra”.
L’intera esposizione deve essere vissuta come luogo di libero dialogo.

Esistono tre Filtri per interpretare questa Biennale, per decostruire e ricostruire questi tempi incredibili: la vitalità, il disordine, il Capitale.
Tre filtri per costruire tutti i futuri possibili del mondo.

Cerchiamo di decodificare questi tre filtri attraverso le parole dello stesso Enwezor.

Vitalità: sulla durata epica.
All the World’s Futures è una manifestazione, sia temporale sia spaziale che è incessantemente incompleta, strutturata da una logica dello svolgimento, un programma di eventi che può essere esperito nel punto d’incontro tra “vitalità” ed “esibizione ”.
Sarà una drammatizzazione dello spazio espositivo come un evento dal vivo in continuo svolgimento.
Così facendo All the World’s Futures proporrà delle opere che esistono già, ma chiederà anche dei contributi che saranno realizzati appositamente ed esclusivamente per questa Mostra.

Il giardino del disordine.
Questo Filtro, collocato nei Giardini e nel Padiglione Centrale nonché nelle Corderie, nel Giardino delle Vergini dell’Arsenale e in altri spazi selezionati a Venezia, utilizza soprattutto lo spazio storico dei Giardini della Biennale come una metafora attraverso la quale esplorare l’attuale “stato delle cose”.
La Biennale Arte 2015 ritorna sull’antico territorio di questo ideale per esplorare i cambiamenti nell’ambiente globale, per leggere i Giardini, con il suo malridotto insieme di padiglioni, come il sito ultimo di un mondo disordinato, di conflitti nazionali e di deformazioni territoriali e geopolitiche.
Gli artisti sono stati invitati ad elaborare delle proposte che avranno come punto di partenza il concetto di giardino, realizzando nuove sculture, film, performance e installazioni per All the World’s Futures.

Il Capitale: una lettura dal vivo.
Oltre al caos e al disordine esiste una preoccupazione dilagante che è al centro della nostra epoca.
Fin dalla pubblicazione dell’imponente opera di Marx “Il Capitale: Critica dell’economia politica nel 1867″, la struttura e la natura del capitale ha suscitato l’interesse di filosofi e artisti, ispirando teorici della politica, economisti e strutture ideologiche in tutto il mondo.
Una parte centrale di questo programma di letture dal vivo è “Das Kapital”, un imponente progetto bibliografico frutto di una meticolosa ricerca, concepito dal direttore artistico nel Padiglione Centrale.

Ora non resta che attendere per dare un senso alla parola “visiva” che appare in questi casi dopo la parola “arte”… aspettiamo di vedere per filtrare con i nostri occhi la Venezia contemporanea.

Co.Ma

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