contemporary cluster: contemporary cluster #01; alessandro cannistrà

A pochi giorni dalla pubblicazione su queste pagine di una lunga ed interessante intervista con Giacomo Guidi, direttore artistico del nuovissimo spazio romano Contemporary Cluster, ecco qui un breve resoconto dell’opening, sabato scorso, con protagonista assoluto Alessandro Cannistrà.
Iniziamo subito col dire che salta agli occhi l’idea di intitolare questa prima mostra col nome della galleria e la numerazione in stile web, a significare, immaginiamo, una prospettiva volta a mettere in primo piano il progetto nella sua interezza, come entità nata, cresciuta e messa in scena proprio in questo contestualizzato spazio fisico.
Il lavoro di Cannistrà, fiamma e fumo come entità creatrici, si sviluppa negli ambiti settoriali ospitati da Cluster, dalla moda alla musica, dalla gioielleria alla motocicletta.

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L’inaugurazione si rivela da subito un evento di successo, a giudicare dalle persone presenti e dalla curiosità suscitata da questo nuovo spazio.
Alla consolle, mentre arriviamo noi, troviamo nientedimeno che Daddy G, membro dei Massive Attack, alle prese con un djset particolarmente atmosferico, legato indissolubilmente alla leggerezza presente nell’arte di Cannistrà.
Il vapore nelle opere dell’artista romano è, infatti, non solo rappresentato ma anche evocato e si potrebbe dire quasi trasmesso all’ambiente circostante, lasciando al visitatore la sensazione di un galleggiamento in un territorio mentale e non contaminato da geografie o localizzazioni.
Negli spazi di Cluster si declina così un microcosmo fatto di figure e forme definite quanto evanescenti, portatrici sane di un’indole quasi timida, eppure così vibrante da risultare magnetica.
Queste immagini rappresentano forse paesaggi, forse orizzonti, forse solo visioni annebbiate di una natura sfocata e di una realtà appena un po’ inquietante, l’urgenza di comunicare un’interiorità misteriosa o forse nulla di tutto ciò, ecco forse in effetti rappresentano solo se stesse.
Di certo, in un’epoca di smartphone e di applicazioni che rendono le fotografie sempre più nitide e sature di colore, la scelta di Cannistrà volta proprio al rovesciamento di questa tendenza appare coraggiosa e fulminante.
Davvero questo artista, classe 1973, sembra riuscire laddove molti, soprattutto della sua generazione, trovano oggi le maggiori difficoltà: essere riconoscibile, originale e ben strutturato nello stile e nelle tematiche.

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Mostra riuscita ed interessante.
Spazio che incuriosisce.
Visita consigliata.
Altre immagini disponibili sul nostro spazio Instagram.

Contemporary Cluster
via L. Robecchi Brichetti, 12 – Roma
Contemporary Cluster #01
Alessandro Cannistrà
fino al 15 gennaio 2017

Co.Ma

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