collezionando s’impara

Di certo è impossibile scrivere (e di conseguenza) leggere libri che affrontino in modo esaustivo il tema “mercato dell’arte e collezionismo”, essendo questo un argomento incredibilmente vasto e complicato.
Ecco però due libri croccanti e gustosi che, sebbene non possano essere considerati come testi sacri sulla questione, ogni aspirante collezionista dovrebbe leggere.
Non sono proprio recentissimi (hanno in ogni caso meno di 10 anni) ma risultano comunque estremamente attuali.

Il primo, semi-serio il giusto, lo ha scritto un tizio chiamato Don Thompson, un autorevole economista inglese con la passione per l’arte.
Il titolo è già tutto un programma, “Lo squalo da 12 milioni di dollari”, evidente riferimento alla controversa (e meravigliosa) opera di uno dei più discussi artisti dei nostri tempi, Damien Hirst.
Il nostro amico Don ci porta a spasso nel mondo del mercato dell’arte con ironia e, da quanto sembra, competenza, aiutandoci a capire i meccanismi che muovono il sistema economico legato a questo ambiente.
Veniamo così catapultati in mezzo a termini come “mercato primario”, “mercato secondario”, “marketing”, “brand”, senza mai perdere l’orientamento o sentirci inadeguati, grazie soprattutto allo stile molto scorrevole e al tipico umorismo inglese di cui l’autore sembra essere particolarmente dotato.
Ci viene svelato, ad esempio, che per essere un collezionista di livello internazionale non bastano i soldi, che per una casa d’aste non siamo proprio tutti uguali anche se alziamo la mano al momento giusto, che un gallerista potrebbe negarci l’acquisto di un’opera per venderla poi magari a qualcun altro a un prezzo più basso.
Ci viene svelato soprattutto il sistema per cui l’arte continua ancora oggi, in tempo di profonda crisi, ad essere un bene prezioso e soprattutto costoso e anche che esiste un’etica comportamentale, non solo per chi vende ma anche per chi compra.
Insomma, ecco a voi un libro consigliato ai curiosi ma soprattutto agli scettici, a quelli cioè che non arrivano proprio a spiegarsi come sia possibile che un’opera d’arte possa arrivare a costare così tanto.

Il secondo, solo un tantino meno ironico e più didascalico, è un vero e proprio manuale per il collezionista.
In questo libro, scritto a quattro mani dall’inglese Louisa Buck, giornalista e critica d’arte e dall’americana Judith Greer, collezionista di fama mondiale, troviamo risposta alle più svariate (e banali) domande che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare per paura di essere giudicati troppo sfigati.
Ad esempio: se compravo all’epoca un’installazione di caramelle di Felix Gonzales Torres, materialmente “cosa” mi davano? Le caramelle? Ma le caramelle, tanto per dirne una, scadono e marciscono! E quindi? Le avrei potute sostituire?
Oppure: come la mettiamo con l’arte concettuale? Se l’opera in quel caso non è tanto la materia di cui è fatta, ma l’idea che c’è alla base… cosa mi date, un pezzo di cervello dell’artista?
O ancora: se acquisto un’opera di video-arte, “cosa” sto comprando? Un dvd? E se io lo masterizzo cosa succede?
O ancora di più: se volessi acquistare un’opera di Tino Sehgal, una performance… cosa acquisto? Gli esseri umani che me la fanno quando mi pare a me e il resto del tempo stanno sul comodino in camera o dentro un cassetto???

Ecco insomma due piccoli consigli di lettura per rispondere a molte di queste sacrosante domande.

Donald Thompson
Lo squalo da 12 milioni di dollari – la bizzarra e sorprendente economia dell’arte contemporanea (Mondadori, 2009)

Louisa Buck e Judith Greer
Come compare l’arte contemporanea – il manuale dei collezionisti (Allemandi, 2006)

Co.Ma

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