codici sorgenti, la street art musealizzata a catania

«Sono molto felice di portare finalmente in Sicilia, e con ben due iniziative distinte ma complementari fra loro, l’esperienza della street art, fenomeno che ho conosciuto nei miei anni giovanili, a Los Angeles e Miami, e di cui ho subito compreso la portata. Si tratta, nella sua espressione più matura, di una nuova manifestazione artistica di grande vitalità ed efficacia comunicativa, come ha dimostrato la felice esperienza, da noi sostenuta, di Big City Life a Tor Marancia a Roma, quartiere che oggi è più visitato dei grandi musei, e quella analoga realizzata ad Arezzo – anch’essa con il nostro sostegno – nel quadro della grande rassegna di arte internazionale “Icastica”. La street art sposa perfettamente la mia sensibilità di fare dell’arte applicata al territorio lo strumento principe per combattere il degrado, e per rendere la bellezza fruibile da parte di tutti. Ecco perchè sono particolarmente fiero di affiancare ad una grande mostra, unica nel suo genere, il “dono” dell’artista Vhils al porto di Catania: luogo di scambio, di contaminazione, di vita, di lavoro, di apertura verso nuove coste e nuove terre».
Queste le parole di Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, per presentare la nuova mostra “Codici Sorgenti” Visioni urbane contemporanee al Palazzo Platamone di Catania fino al 18 gennaio 2016 e che girerà l’Europa nei prossimi mesi.
La mostra, a cura di 999Contemporary / Stefano S. Antonelli & Francesca Mezzano, racconta in una narrazione storica, lineare, unica e mai rappresentata prima, il percorso che ha portato la street art a diventare il primo movimento artistico globale e il più partecipato dell’intera storia dell’arte. La mostra è un’antologia delle più importanti opere dei creatori di un percorso artistico spontaneo e non accademico, rappresentante i 30 anni che hanno visto l’esperienza artistica reagire alla polarizzazione culturale contemporanea conquistando il favore del pubblico globale. In un solo progetto espositivo sarà possibile calarsi nella visione dei capolavori di tutte le figure che hanno maggiormente influenzato la cultura visiva globale contemporanea, dai graffitisti della New York degli anni ’80 alle nuovissime generazioni, per la prima volta raccolta in una narrazione unica e mai rappresentata prima che mette sotto gli occhi dello spettatore il percorso che ha portato la cosiddetta street art a diventare il movimento artistico globale che racconterà ai posteri il mondo all’epoca della prima globalizzazione. Divisa in tre sezioni che raccontano la nascita, sviluppo interattivo e consacrazione del fenomeno, CODICI SORGENTI mostra per la prima volta insieme le opere di artisti iconici della contemporaneità: 108, A One, Agostino Iacurci, Alexis Diaz, Alexone, Bo 130, Boris Tellegen (a.k.a. Delta), Brad Downey, C215, Clemens Behr, Conor Harrington, Crash, Delta 2, Dondi White, Doze Green, El Seed, Ericailcane, Eron, Escif, Evol, Faile, Feitakis, Gaia, Herbert Baglione, Horfee, Inetresni Kazki, Invader, Jaz, Jeff Aerosol, Jenkins, Jonone, JR, Judith Supine, Kool Koor, L’Atlas, Lek&Sowat, Lucy Mclauchlan, Matt Small, Maya Hayuk, Mensanger, Miss Van, Momo, Moneyless, Peeta, Rammellzee, Retna, Roa, Seth, Philippe Baudelocque, Sharp, Shepard Fairey, Sten-Lex, Swoon, The London Police, Todd James, Toxic Vhils. Le opere, provenienti dalle più importanti collezioni private internazionali, costituiscono un unicum nel panorama espositivo attuale che diviene insegnamento e monito: «In un mondo che s’uniforma ogni giorno di più» spiega il curatore Stefano S. Antonelli «non potremmo difendere la ricchezza della diversità se non innalzandola a livello di un valore, cioè costituendola come categoria di pensiero. Questi creatori contemporanei incarnano la coscienza e la speranza reattiva a questo processo involutivo, coloro che hanno compreso che il lavoro necessario è quello di mettere in cammino le proprie radici in contesti e formati eterogenei negando loro la possibilità di definire completamente la nostra identità. Un lavoro tutt’ora in corso che ha come principio fondante: scambiare piuttosto che imporre».
In concomitanza, la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo ha voluto donare alla città un’opera monumentale, il più grande dipinto murale al mondo, chiamando a realizzarlo uno dei più importanti artisti urbani contemporanei, il portoghese Alexandre Farto, in arte Vhils.
Il più grande sguardo sul mare che l’umanità abbia mai dipinto. Alto come un palazzo di dieci piani, largo come un campo da calcio: queste sono le dimensioni ciclopiche del ritratto che sorge monolitico dall’acqua antistante il porto di Catania, dipinto sugli otto silos granari in cemento che dal 1960 definiscono, insieme all’Etna e alle cupole barocche, lo skyline della città etnea. Un uomo che guarda il mare. Ma chi è quella figura? Non è importante. È uno, nessuno e centomila. Al porto di Catania un vecchio pescatore ci ha detto che guardando il mare la felicità diventa un’idea semplice. Quale apparato critico, quale dispositivo speculativo può spiegare meglio della semplicità dell’opera di Vhils il suo stesso significato? La scelta è caduta sul più grande sguardo verso il mare che l’uomo abbia mai dipinto sulle coste della Sicilia: esso attraversa il Mediterraneo e guarda ad Oriente, abbraccia la Grecia, Cipro, la Turchia, l’Egitto, la Siria, la Giordania Israele, il Libano, le terre da dove sono partiti i popoli che hanno fatto la Sicilia. La speranza é che gli uomini sappiano che al di là dei tumulti delle civiltà esiste un ponte che tutti, se vorranno, potranno attraversare, come quello che in Libano Vhils realizzerà come opera complementare a questa.

Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo presenta
CODICI SORGENTI, Visioni Urbane Contemporanee
a cura di 999Contemporary / Stefano S. Antonelli & Francesca Mezzano
17 dicembre 2015 – 18 Gennaio 2016
Catania, Palazzo Platamone, Via Vittorio Emanuele II 121

Co.Ma

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