biblioteca nazionale centrale di roma: borges, bestie, carte; maurizio quarello

Il giardino zoologico annoia gli adulti, fa vendere le noccioline, fa infuriare gli animalisti e piace ai bambini, soprattutto quando ce li porti per la prima volta.
Lo stupore che si dipinge sul loro volto di fronte ad animali reali ma che non hanno mai visto prima è impagabile.
Deve essere stato forse anche il ricordo e l’amore per quello stupore ad aver spinto, nei tempi, molti scrittori e letterati ad inventare mondi, specie, animali, bestie e mostri inesistenti in natura.
La mitologia classica ci offre già un discreto repertorio di fantasie dal quale attingere, tramandandosi nei secoli, dalle tradizioni medievali fino alla più recente fantascienza, al genere fantasy ed anche alla più smaccata e deteriore sequela di prodotti horror da cineteca di scarto oppure al meraviglioso e vastissimo mondo del fumetto.
L’arte visiva non si è mai tirata indietro di fronte alla rappresentazione di questi scenari dell’immaginazione umana, basti pensare al “San Giorgio e il Drago” di Paolo Uccello, alle incredibili visioni di Hieronymus Bosch o anche ad artisti più recenti, come Depero o contemporanei come Cai Guo-Qiang o Paola Pivi.
Maurizio Quarello, illustratore di fama internazionale, si lascia ispirare da Jorge Luis Borges e dal suo Manuale di zoologia fantastica, pubblicato nel 1957 in collaborazione con Margarita Guerrero.
Il frutto del suo lavoro si trova oggi esposto, guarda caso, in una biblioteca, quella Nazionale Centrale di Roma, in un allestimento curato da Luca Arnaudo.

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Si tratta di matite su carta, sapientemente trasformate in pop-up dall’intervento della brava Luigia Giovannangelo ed esposte all’interno di teche quadrate disposte  a parete in varie altezze in una lunga galleria situata proprio all’ingresso della biblioteca, in uno spazio destinato al dialogo tra arte visiva e letteratura che speriamo vivamente possa proseguire in futuro nella strada tracciata da questa prima mostra, organizzata da CoopCulture.
I lavori sono datati 2013 e provengono da collezioni private, dall’artista stesso e dalla galleria Tricromia di Roma e suscitano stupore ed interesse per la maestria tecnica del disegno ma anche per la particolarità offerta dalla tridimensionalità, in un recupero culturale del pop-up, normalmente utilizzato ad esempio nei libri per bambini.
L’invito a tornare piccini viene dal curatore stesso, che invita a tracciare segni sul muro nell’apposito children’s corner, in un nuovo, riuscito tentativo di interattività tra arte esposta e visitatore.
Sembra di vedere un proseguimento ideale del lavoro di un grande incisore come Gustave Doré, nome da far tremare i polsi ma che certamente rivive nel virtuosismo quasi maniacale di Quarello.
Sono opere che vibrano nella loro ricercatezza, nella passione per il dettaglio ed anche in una certa follia visionaria, inquietante e surreale.
In una Biblioteca che da qualche tempo si apre al rinnovamento, questo spazio che vive e pulsa può offrire sicuramente uno spunto di riflessione e di interesse, tra un libro e l’altro.
Visita consigliata.

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Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Viale Castro Pretorio, 105
Borges, Bestie, Carte
una mostra di zoologia fantastica
a cura di Luca Arnaudo
fino al 31 marzo

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