alessandro di gregorio: basement project room

Girando per Fondi alla ricerca delle opere create per Memorie Urbane (festival che stiamo seguendo con molta attenzione e ammirazione), ci imbattiamo in una piccola galleria chiamata Basement Project Room e iniziamo una piacevolissima chiacchierata con Alessandro Di Gregorio, che da alcuni anni sta portando avanti un discorso molto interessante e coraggioso legato all’arte contemporanea e alla street art.
In mostra attualmente il genio francese Levalet, artista eclettico, caratterizzato da un tratto apparentemente semplice nella forma ma complesso nella concettualità e nei contenuti.
Le foto a corredo dell’intervista riguardano proprio l’allestimento della mostra in questione, intitolata “Crossing”.

Artequando: Alessandro, da quanto tempo esiste questa galleria?
Alessandro Di Gregorio: La galleria nasce quattro anni fa. Dapprima era uno studio d’artista, poi si è evoluta in spazio espositivo. Dal 2011 espongo soprattutto artisti giovani ed emergenti. Ho iniziato con scelte legate principalmente alla pittura intesa in senso “canonico”, poi da due anni a questa parte, grazie ad una serie di associazioni di zona e di amici che mi hanno coinvolto, ho iniziato a collaborare con Memorie Urbane e ad esporre quindi street art: questa di Levalet è per l’appunto la seconda mostra di quest’anno legata a questo festival, dopo quella dedicata a PichiAvo. L’anno scorso avevamo allestito una doppia personale di Etnik e Millo.

levalet crossing 01

levalet crossing 02

levalet crossing 03

A: Una programmazione davvero niente male. Complimenti. Ma come ti è venuto in mente di aprire una galleria proprio qui a Fondi, in una zona così decentrata rispetto alle rotte classiche dell’arte contemporanea?
ADG: E’ stato un po’ un azzardo in effetti. Ho detto prima che questo era uno studio d’artista ma non ho specificato che era il mio studio d’artista. Io dipingevo qui e quindi questo spazio era solo ed esclusivamente per me. Poi ho deciso di dare voce e visibilità anche ad altri artisti, perché so bene quanto sia difficile trovare occasioni per esporre e far conoscere il proprio lavoro. Parlo per esperienza diretta, avendo vissuto il problema in prima persona. Il posto si prestava architettonicamente e, secondo me, anche geograficamente. Siamo in pieno centro storico di Fondi, località sicuramente poco avvezza al discorso “arte contemporanea” ma magari proprio per questo motivo potenzialmente molto ricettiva. Da quattro anni siamo a quota sedici esposizioni, tra personali, collettive, artisti italiani e internazionali con i linguaggi più vari, dalla pittura alla scultura, all’installazione, video e ora street art.

levalet crossing 04

levalet crossing 05

A: Funziona?
ADG: Sì, ma dobbiamo considerare il fatto che Fondi non può certo ambire ad avere l’ampio respiro di città più grandi. Non è che a Roma non ci siano problemi per chi opera in questo settore, ma insomma, qui ce ne sono di sicuro di più. Immagina le difficoltà per riuscire a realizzare muri di una certa grandezza e di forte impatto visivo in un contesto come questo. Ci abbiamo messo un po’ ma oggi siamo non solo accettati ma anche benvoluti. Per quello che riguarda l’aspetto economico, diciamo che non potrei mai vivere solo di questo, ma in qualche modo è una cosa che sapevo già dall’inizio. E’ stata una sfida quella di convertire questo spazio in galleria. Tu pensa che dopo quattro anni ci sono ancora moltissimi abitanti di Fondi che non conoscono minimamente questo posto. Ho più riscontro da persone come voi che da fuori si interessano alla galleria e magari si incuriosiscono proprio del fatto che sorga in un piccolo centro. Magari contribuisco anch’io a far conoscere un po’ di più Fondi.

levalet crossing 06

levalet crossing 07

A: Mi sembra che la tua politica dei prezzi sia a favore di un collezionista giovane e appassionato che magari non può permettersi di spendere grosse cifre ma ambisce ad acquistare opere di qualità.
ADG: Sì, visto il periodo storico, una delle critiche più feroci e diffuse al mondo dell’arte riguarda proprio il costo a volte esagerato delle opere. Diciamo che qui, indirizzando la propria attenzione magari verso le grafiche, le stampe e i multipli, c’è la possibilità di potersi avvicinare ad artisti giovani ma già riconosciuti e ampiamente apprezzati come ad esempio proprio Levalet che abbiamo in mostra in questo momento.

In bocca al lupo Alessandro.
Continueremo sicuramente a seguire la programmazione e il lavoro di questa bella galleria.

levalet crossing 08

levalet crossing 09

Basement Project Room

via Tommaso D’Aquino, 26 – Fondi

Co.ma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *