33 artisti in 3 atti ovvero i viaggi di sarah

Si può parlare, scrivere, recensire ma soprattutto apprezzare e consigliare fortemente un libro di 386 pagine avendone lette solo 59?
Qui ad Artequando si può.
Primo perché non essendo noi critici letterari non siamo vincolati da alcun codice etico in materia, secondo perché non essendo noi critici letterari non abbiamo ricevuto il libro in anticipo e quindi non potevamo pensare di leggerlo tutto in ventiquattr’ore visto che il libro in questione è arrivato nelle librerie italiane proprio ieri, terzo perché non essendo noi critici letterari il libro lo abbiamo pagato (col 15% di sconto in verità) e ci sentiamo perciò in diritto di fare un po’ come ci pare.

Il libro di cui stiamo parlando è “33 artisti in 3 atti” e porta la firma di Sarah Thornton, saggista e sociologa canadese di nascita ma residente a Londra, con alle spalle già diverse pubblicazioni in materia di arte dei nostri tempi.
Nell’immagine in alto lo accostiamo ad un altro suo libro, “Il giro del mondo dell’arte in sette giorni“, in cui la nostra descriveva sette viaggi (fatti in un arco di tempo di tre anni in realtà, tra il 2004 e il 2007) alla scoperta di biennali, fiere, aste e conferenze per descrivere l’arte contemporanea attraverso alcuni suoi ambienti particolarmente esclusivi e frenetici, come una specie di “dietro le quinte”.
Questo nuovo lavoro, quasi un sequel del precedente da un certo punto di vista, vede invece l’attivissima Sarah viaggiare sempre in giro per il mondo ma per intervistare stavolta quelli che in definitiva sono i veri protagonisti dell’ambiente di cui sopra; gli artisti.

La prima riflessione è immediata: Sarah viaggia molto.
Beata lei.
La seconda riflessione: Sarah scrive di arte contemporanea così come piace a noi, in modo semplice e intelligente, accompagnando il lettore dentro le storie personali e professionali di questi uomini e donne dediti alla creatività e alla ricerca continua di ispirazioni.
Li incontra dovunque: nei loro studi, in conferenze, alle loro mostre o in taxi, come nel caso di Maurizio Cattelan.

Il libro è diviso in tre atti, come un testo teatrale, e davvero c’è la sensazione, leggendo, di assistere ad uno spettacolo fatto di personaggi arte-fatti e di finzioni, in un continuo rimando alla capacità di occultamento ma anche di rivelazione di se che solo gli artisti visivi riescono a possedere.
Il primo atto, “Politica”, racchiude incontri, tra gli altri, con Jeff Koons, Ai Weiwei e Gabriel Orozco; il secondo, “Parentela”, ci svela dialoghi con il già citato Cattelan, Elmgreen&Dragset, Francis Alys, Cindy Sherman ma anche con curatori e critici quali Francesco Bonami e Massimiliano Gioni; il terzo, “Tecnica”, ci porta nel mondo di Damien Hirst ma anche in quello di Marina Abramovic.
Quanto sopra lo abbiamo dedotto con arguta intelligenza spiando l’indice, visto che a pagina 59 noi siamo arrivati appena un paio di capitoli dopo Gabriel Orozco…
In ogni caso pare che i nomi ritornino continuamente inserendosi più volte nei vari atti, forse a testimoniare il fatto che il gioco di ridurre l’arte in semplici categorie sia non solo abusato ma anche molto poco interessante; la nostra amica Sarah deve saperlo piuttosto bene a giudicare da come mescola le carte.

Insomma… fino a pagina 59 il libro è molto bello, non abbiamo dubbi che lo sia anche nelle restanti 327, che andiamo immantinente a leggere.

Vi consigliamo di fare altrettanto.

Sarah Thornton
33 artisti in 3 atti
(2014-2015) ed. Feltrinelli

…ma anche:

Sarah Thornton
Il giro del mondo dell’arte in sette giorni
(2008-2009) ed. Feltrinelli

Co.Ma

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